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TRANSIZIONE AD INDUSTRIA 5.0 IN 5 PASSI

ALLA SCOPERTA NUOVO PIANO DI INCENTIVI
PER LA TRANSIZIONE DIGI-GREEN A INDUSTRIA 5.0

La transizione ad industria 5.0 sta arrivando a grandi passi. Noi ne faremo 5 per scoprirla un po’ meglio.

Ci siamo quasi…è solo questione di conversione in Legge (per la quale il traguardo è il 28 maggio 2024).

Hai detto poco..

Intanto nella GU  n 100 del 30 aprile è stata pubblicata la Legge n 56/2024 – dal titolo “ulteriori e  nuove disposizioni urgenti per l’attuazione del PNRR”, che costituisce la legge di conversione del Decreto del 2/3/24 n 19/2024.

Dei 46 articoli (e 3 allegati) si soffermeremo sull’art. 38 – “Transizione 5.0”, col quale lo Stato Italiano istituisce “Il Piano Transizione 5.0”.

1- IL CREDITO DI IMPOSTA TRANSIZIONE INDUSTRIA 5.0 

La transizione verso l’Industria 5.0 viene incentivata dallo Stato con un contributo riconosciuto a tutte le imprese residenti nel territorio italiano che, nel periodo 2024-2025,  effettueranno nuovi investimenti nell’ambito di progetti di innovazione che conseguono una riduzione dei consumi energetici.

In  soldoni, Il Piano Transizione 5.0 è il nuovo credito d’imposta che supporta le aziende nel processo (interconnesso) di transizione digitale ed energetica al nuovo paradigma di “INDUSTRIA 5.0”.

Ha una copertura di 6,3 miliardi di euro così suddivisi:

    a) +5%] 40-20-10%, nel caso di riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva superiore al 6% o, in alternativa, di riduzione dei consumi energetici dei processi superiore al 10%;

    b) +10%]  45-25-15%, nel caso di riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva localizzata nel territorio nazionale superiore al 10 per cento o, in alternativa, di riduzione dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento superiore al 15 per cento.

     

    4 – BELLA LA TRANSIZIONE AD INDUSTRIA 5.0: MA COME SI FA?

    L’iter per accedere al contributo “industria 5.0”  inizia con la presentazione della domanda, in via telematica, sulla base del modello standardizzato messo a disposizione dal Gestore dei Servizi Energetici s.p.a (GSE).

    La documentazione deve essere certificata da un valutatore indipendente, in base a criteri e modalità (individuate dalle norme attuative).

    Il meccanismo è quello della  attestazione “ex ante” della riduzione dei consumi energetici conseguibili tramite gli investimenti agevolabili.

    Il GSE, previa verifica della completezza della documentazione, trasmette mensilmente con modalità telematiche, al Ministero delle imprese e del made in Italy, l’elenco delle imprese che sono ammissibili al credito e l’importo prenotato. (questo per controllare che l’importo complessivo dei progetti ammessi a prenotazione non ecceda il limite di spesa….)

    Nel corso della realizzazione dell’investimento “industria 5.0”, l’impresa dovrà inviare al GSE comunicazioni periodiche relative all’avanzamento dell’investimento, secondo modalità definite con il decreto attuativo. In base a tali comunicazioni è determinato l’importo del credito d’imposta utilizzabile, nel limite massimo di quello prenotato.

    Per concludere, l’impresa comunicherà il completamento dell’investimento.

    Qui rientra in gioco il valutatore indipendente:  a lui il compito di certificare l’effettiva realizzazione degli investimenti conformemente a quanto previsto dalla certificazione ex ante.

     

     5 – SEGNALI DAL MERCATO

    Chiudiamo con i primi segnali che provengono dal mercato, registrati dal 26/02/2024, da quando cioè si è cominciato davvero a parlare di Transizione 5.0.

    A fine Aprile, il Sole 24 Ore, segnalava (link) che

    Se il rimbalzo post-Covid aveva infatti rilanciato la domanda di investimenti, “scongelando” ciò che era rimasto in stand-by durante il lungo periodo di incertezza della pandemia, ora sul mercato nazionale dei robot e dei macchinari si materializza un’altra forma di attesa: quella degli incentivi 5.0.

    Sbloccato a fine 2023 il negoziato con la Commissione Europea per riconvertire parte dei fondi del capitolo Repower EU sui bonus fiscali per nuovi impianti connessi e “green”, dopo il decreto approvato il 26 febbraio dal Consiglio dei Ministri, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 marzo, a più di un mese e mezzo di distanza mancano ancora i decreti attuativi per rendere operative le misure, che valgono nel complesso 6,3 miliardi di euro, con crediti di imposta che possono arrivare anche al 45%, più del doppio rispetto al livello attuale.

    Il ministro delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) Adolfo Urso ha rassicurato le imprese, spiegando pochi giorni fa che anche se Transizione 5.0 sarà pienamente operativa con il rilascio di una piattaforma ad hoc ai primi di maggio, «le imprese devono sapere che anche gli investimenti realizzati dal primo gennaio e che sono in linea con gli obiettivi di Transizione 5.0 potranno accedere ai crediti fiscali previsti dalla legge.

    La sensazione è che ad oggi le aziende che possono attendere posticipano gli investimenti per poter approfittare degli incentivi, molto più potenti rispetto a quanto previsto dai meccanismi standard 4.0, che indicano un credito di imposta pari al 20%.

    Oggi (28 maggio) è lo stesso Sole 24 Ore (link) che afferma

    Dell’attuazione di Transizione 5.0 si parlerà molto probabilmente, insieme ad altri temi di politica industriale, nell’incontro in programma oggi, 28 maggio, tra il ministro delle Imprese e del made in Italy (Mimit) Adolfo Urso e il presidente di Confindustria Emanuele Orsini.

    I paletti ancora da superare?

    Eccoli in sintesi:

        • Mimit dice che il decreto è sostanzialmente pronto ma deve passare il “vaglio” degli altri ministeri (dicastero dell’Ambiente e sicurezza energetica ed Economia.) “Tra oggi e la fine della settimana il testo dovrebbe essere inviato a questi due ministeri.

        • L’implementazione da parte del Mimit della piattaforma telematica per la gestione dei crediti d’imposta e il controllo dell’andamento della misura.

        • L’ aspetto relativo ai pannelli fotovoltaici per l’autoconsumo che, se dotati di determinati requisiti tecnici e se sono “made in Europe”, godono dell’ incentivo maggiorato. Il decreto PNRR quater fa riferimento a un registro non ancora pubblicato (si pensa di aggirare questo ostacolo con un’autocertificazione da parte del produttore…)

      La previsione è che servano ancora 2-3 settimane (fine giugno, dai) e il piano “Transizione ad Industria 5.0” possa partire concretamente!

      …noi continueremo a rimanere aggiornati e ad aggiornarvi….

      Comitato tecnico manageriale SJCONSULTING

       

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