E come manager, vista la teoria, su cosa mi conviene puntare per avere buoni risultati?
Tra le tecnologie più promettenti per la Supply Chain 4.0, vi sono certamente quelle relative all’analisi dei dati e agli strumenti avanzati. Parlo di modelli predittivi basati sull’apprendimento automatico, gli strumenti di visualizzazione e le dashboard personalizzate, essenziali per ottimizzare il processo decisionale in scenari complessi. Dati provenienti anche da soluzioni basate su IoT e sui sensori avanzati, che consentono il monitoraggio in tempo reale e migliorando le operazioni e la gestione della supply chain.
Inoltre, le tecnologie di realtà aumentata e virtuale e la modellazione 3D, inclusi i gemelli digitali e la stampa 3D, stanno rivoluzionando i processi di produzione e progettazione e accelerando l’innovazione.
Infine, la crescente adozione di sistemi di robotica e automazione, come i robot collaborativi, evidenzia il potenziale di queste soluzioni per migliorare l’efficienza e la flessibilità operativa, rendendole pietre angolari del futuro digitale.
Il tutto a beneficio della resilienza della catena di valore
Le capacità digitali e le tecnologie abilitanti viste in precedenza sono state “testate” nel corso della COVID-19. E si sono dimostrate fondamentali per garantire la resilienza della supply chain e la continuità aziendale.
Hanno permesso alle aziende che le hanno implementate:
- di adattarsi rapidamente a mutate e mutevoli esigenze
- di mantenere l’efficienza operativa
- di rafforzare il coinvolgimento dei clienti
Dalle ricerche esaminate è emerso infatti che
- Gli approcci connected customer hanno garantito interazioni fluide durante tutto il ciclo di vita del cliente, sfruttando la realtà aumentata e le piattaforme digitali per il supporto e la formazione a distanza
- La pianificazione sincronizzata ha allineato gli obiettivi strategici con l’esecuzione operativa, consentendo alle aziende di navigare tra le interruzioni della supply chain e mantenere nel contempo la stabilità finanziaria
- Le capacità di supply chain intelligente hanno ottimizzato l’approvvigionamento e il sourcing, garantendo la continuità anche in condizioni volatili
- Gli strumenti digitali avanzati nelle operazioni – la smart factory – hanno migliorato le prestazioni e la sicurezza, promuovendo agilità e innovazione
- Infine, le capacità di esecuzione dinamica hanno consentito una fornitura precisa e reattiva di prodotti e servizi, soddisfacendo efficacemente le esigenze dei clienti e consolidando il posizionamento competitivo in tempi di crisi.
Vantaggi, certo, ma solo se i progetti sono realizzati bene
In questi contesti, dove la resilienza della propria catena di valore riduce il rischio di compromettere la continuità e profittabilità aziendale, la digitalizzazione della propria Supply Chain rappresenta sicuramente un progetto strategico.
Vedremo nei prossimi articoli COSA vuol dire in pratica e di QUALI VANTAGGI hanno usufruito le aziende dei casi studio esaminati.
Attenzione però al rischio di affrontare il tema pensando unicamente ad acquistare un altro modulo o software. Sarebbe un altro programma abbandonato – inutilizzato – nel server aziendale. I programmi di digitalizzazione NON sono sistemi plug and play! Sono un vero e proprio progetto di Business Process Reengineering.
Occorre pertanto un minimo di analisi, progettazione ed implementazione per gestirne gli impatti sull’organizzazione (e sfruttare al massimo il ritorno dell’investimento).
L’ho già fatto. So cosa vuol dire. Eccoti qui un esempio: CASO UTBIBE.
Se hai dubbi o chiarimenti CONTATTAMI: sarò lieto di risponderti!
Per rimanere aggiornato sull’uscita dei prossimi articoli della serie, iscriviti alla newsletter! O seguimi su linkedin (clicca qui).